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NORFOLK 1926, LA COPPA SCHNEIDER

LA NOSTRA STORIA

16/02/2017

"Coppa Schneider - Norfolk 1926" tratto dalla raccolta video “ Ali Dimenticate” realizzata dal Centro Produzione Audiovisivi dell'Aeronautica Militare. La gara ha luogo a Norfolk in Virginia (USA) nel novembre del 1926. La squadra italiana in gara per la 9ª edizione della "Coppa Schneider" è composta dal Maggiore Mario De Bernardi, dal Capitano Arturo Ferrarin e dal Tenente Adriano Bacula più due piloti di riserva. L'idrovolante sul quale essi gareggiano è il Macchi M39 appositamente progettato per questa competizione dall'Ingegner Mario Castoldi. La grande abilità di De Bernardi come pilota e la splendida prestazione della macchina portarono in fine la vittoria all'Italia.

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  • 08:08 NORFOLK 1926, LA COPPA SCHNEIDER

    16/02/2017

    "Coppa Schneider - Norfolk 1926" tratto dalla raccolta video “ Ali Dimenticate” realizzata dal Centro Produzione Audiovisivi dell'Aeronautica Militare. La gara ha luogo a Norfolk in Virginia (USA) nel novembre del 1926. La squadra italiana in gara per la 9ª edizione della "Coppa Schneider" è composta dal Maggiore Mario De Bernardi, dal Capitano Arturo Ferrarin e dal Tenente Adriano Bacula più due piloti di riserva. L'idrovolante sul quale essi gareggiano è il Macchi M39 appositamente progettato per questa competizione dall'Ingegner Mario Castoldi. La grande abilità di De Bernardi come pilota e la splendida prestazione della macchina portarono in fine la vittoria all'Italia.

  • 05:59 PARATA AEREA - 1924

    15/02/2017

    "Parata Aerea - 1924" tratta dalla raccolta video “ Ali Dimenticate” realizzata dal Centro Produzione Audiovisivi dell'Aeronautica Militare. Il 4 novembre del 1924 sull'aeroporto di Centocelle a Roma, alla presenza delle autorità politiche e militari, ebbe luogo una parata aerea ancora più imponente e solenne di quella del 1923, anno di costituzione della Regia Aeronautica.

  • 08:11 LA PRIMA LINEA AEREA CIVILE IN ITALIA

    09/02/2017

    Il 1926 viene considerato l'anno inaugurale dei voli commerciali in Italia. Protagonista la Società Italiana Servizi Aerei - SISA di Trieste con la linea Trieste-Torino.

  • 09:25 VISITA A ROMA DEL GENERALE MILCH - 1936

    09/02/2017

    "Visita a Roma del Generale Milch - 1936" tratto dalla raccolta video “Ali Dimenticate” realizzata dal Centro Produzione Audiovisivi dell'Aeronautica Militare.

  • 09:01 `SS 2 DI STEFANUTTI`. IL MOTOALIANTE SPERIMENTALE BASATO SULLA FORMULA CANARD.

    09/02/2017

    "SS 2 di Stefanutti - 1935" tratto dalla raccolta video “Ali Dimenticate” realizzata dal Centro Produzione Audiovisivi dell'Aeronautica Militare. Il "Sergio Stefanutti n°2" nasce come motoaliante sperimentale basato sulla formula canard. Ali arretrate ed impennaggi in posizione anteriore come un aereo che voli al contrario. L'SS-2 fu tra i primi progetti a presentare l'innovazione tecnica del ruotino e dei timoni azionati congiuntamente dalla pedaliera.

  • 08:53 I VOLI DELL`AQUILONE

    08/02/2017

    "I voli dell'Aquilone" tratto dalla raccolta video “Ali Dimenticate” realizzata dal Centro Produzione Audiovisivi dell'Aeronautica Militare. Negli anni '30, quella che allora si chiamava la "propaganda aeronautica" era un aspetto molto curato all'interno della giovane Forza Armata ed era seguito con attenzione dalle stesse autorità. La Regia Aeronautica aveva bisogno di farsi vedere e di diffondere a tutti i livelli la conoscenza del proprio mondo e lo faceva invitando tutti a visitare le sue basi e ad imbarcarsi sui suoi aerei per il cosiddetto "battesimo dell'aria". A quei tempi non era un invito da poco e la gente accorreva in massa nei prati degli aeroporti per un breve volo sul cielo del campo. Ai giovani era rivolta naturalmente la massima attenzione della Forza Armata che per avvicinarli pubblicava con cadenza quindicinale un giornalino destinato a lettori adolescenti dal titolo "L'Aquilone" e così compatte scolaresche e interi collegi arrivavano in aeroporto fermamente intenzionati a non perdere l'occasione di avvicinarsi agli aeroplani e magari di fare un bel volo.

  • 09:09 GIORNATA DELL`ALA -1930

    08/02/2017

    "Giornata dell'Ala - 1930" tratto dalla raccolta video “ Ali Dimenticate” realizzata dal Centro Produzione Audiovisivi dell'Aeronautica Militare. Aeroporto dell'Urbe 8 giugno 1930. 250 aerei convergono su Roma per una eccezionale manifestazione aviatoria. Dodici episodi dimostrativi dei diversi impieghi dell'arma aerea, sia in campo tattico contro truppe e postazioni avversarie sia in campo strategico come il bombardamento di ponti e vie di comunicazioni in territorio nemico.

  • 03:44 RECORD ITALIANO DI VOLO ROVESCIO

    31/01/2017

    Record Italiano di Volo Rovescio - 1933" tratto dalla raccolta video “ Ali Dimenticate” realizzata dal Centro Produzione Audiovisivi dell'Aeronautica Militare. Il 12 gennaio del 1933 il Capitano Raffaele Colacicchi conquista il record mondiale di volo rovescio volando con un Breda 19 sull’aeroporto di Centocelle a Roma per 41 minuti e 37 secondi. Quattro mesi più tardi, il Tenente Willy Bocola resta in volo rovescio per oltre un'ora battendo così il record del Cap. Colacicchi. Successivamente il record verrà migliorato per quasi tre anni di seguito finché perderà di interesse e verrà abbandonato per sempre.

  • 01:50 L`ULTIMO DECOLLO DA PIACENZA PER LE PANTERE NERE

    30/01/2017

    15 settembre 2016. Il 50° Stormo, storico reparto dell'Aeronautica Militare, chiude dopo una lunga storia ed una impegnativa attività operativa.

  • 15:14 L`ELICOTTERO HH-3F PELICAN

    27/01/2017

    In questo filmato troverete le immagini più rappresentative del Pelican, elicottero dell'Aeronautica Militare che ha concluso la sua lunga carriera operativa, nel settembre 2014.

  • 07:44 1938 `PRIMATO DI ALTEZZA DI MARIO PEZZI`

    26/01/2017

    "Primato di altezza di Mario Pezzi" tratto dalla raccolta video “ Ali Dimenticate” realizzata dal Centro Produzione Audiovisivi dell'Aeronautica Militare. Il 22 ottobre del 1938, il Tenente Colonnello Mario Pezzi , a bordo del velivolo Caproni Ca.161 conquistò il primato assoluto di altezza, detenuto sino a quel momento dagli inglesi, salendo a 17083 metri di quota. Tale primato rimase imbattuto fino al 1995 per la categoria velivoli ad elica. Il velivolo fu messo a punto dal "Reparto Alta Quota", ente istituito dall'Aeronautica qualche anno prima per studiare le condizioni del volo stratosferico. Mario Pezzi per sopportare le condizioni dell'alta quota dovette indossare una sorta di scafandro rigido a tenuta stagna simile a quello di un palombaro.

  • 08:42 CARINA NEGRONE UN RECORD AL FEMMINILE 1935

    25/01/2017

    24 gennaio 2017. "Carina Negrone un record al Femminile -1935" tratto dalla prima serie della collana "Ali Dimenticate".Carina Negrone è un aviatrice che conquista il primato femminile d'altezza per aeroplano, con il Caproni Ca 113, il 20 giugno 1935 batte con 12.043 metri il record femminile di altezza detenuto dalla francese Maryse Hilsz con 11289 metri.

  • 05:38 CAPRONI CA 97 A COMANDI RIUNITI

    24/01/2017

    4 gennaio 2017 ?Caproni Ca.97 a Comandi Riuniti? tratto dalla raccolta video ? Ali Dimenticate?.Il Ca.97, velivolo monomotore della società Caproni, costruito interamente con tubi d?acciaio e rivestito in tela, robusto, affidabile e dotato di grande stabilità, fu scelto per sperimentare per la prima volta i comandi riuniti. L?esperimento consisteva nel riunire nel volantino di guida il comando degli alettoni e quello del timone di direzione eliminando così la funzione della pedaliera. Nel 1932 sull?Aeroporto di Centocelle a Roma, il pilota collaudatore Mario De Bernardi mostra il funzionamento della sua invenzione al Sottosegretario per l?Aeronautica Raffaele Riccardi. L?unione dei due comandi sul volantino fu il primo passo di un cammino che avrebbe portato alla realizzazione di un congegno di pilota automatico.

  • 07:44 ALI ITALIANE SU TIRANA

    23/01/2017

    23 gennaio 2017."Ali italiane su Tirana" tratto dalla prima serie della collana Ali Dimenticate. L' 8 ottobre del 1930 una formazione di Aerei della Regia Aeronautica si appresta al decollo presso l' Albania precisamente a Tirana in segno di amicizia del re albanese Zogu;12 ottobre 1930 inaugurato l' aeroporto di Bari intitolato Umberto di Savoia, con una grande manifestazione aerea.

  • 05:54 ALI SU ROMA-1923

    20/01/2017

    20 gennaio 2017.In questa clip della serie "Ali Dimenticate", la prima manifestazione aviatoria sul cielo della capitale nel 1923.

  • 06:04 25 ANNI DALLA GUERRA DEL GOLFO

    06/04/2016

    6 Aprile 2016. In occasione dei 25 anni dalla liberazione del Kuwait a cui ha preso parte anche l'Aeronautica Militare, il CESMA (Centro Studi Militari Aeronautici Giulio Douhet) ha organizzato a Roma il 4 aprile 2016 una tavola rotonda cui hanno partecipato alcuni protagonisti dell'epoca. Moderatore d'eccezione il giornalista Rai Francesco Giorgino.

  • 02:47 LA FONTANA DEGLI ATLANTICI

    22/09/2015

    Il progetto dell’Architetto Marino per la realizzazione del Palazzo Aeronautica, avvenuta tra il 1929 ed il 1931, prevedeva la realizzazione di una fontana che venne poi sostituita da una semplice aiuola. A distanza di circa 80 anni il vecchio progetto ha ripreso la sua forma originaria grazie alla collocazione, al centro del cortile di Palazzo Aeronautica, della Fontana degli Atlantici, rimasta per tanto tempo custodita sul museo storico di Vigna di Valle dopo essere stata salvata dall’idroscalo di Orbetello. La collocazione della Fontana degli Atlantici è avvenuta il 31 Marzo 2015 alla presenza del Generale di Squadra Aerea Pasquale Preziosa, trovando cosi la sua giusta collocazione.

  • 28:33 NATO PER LA NATO. IL VELIVOLO G 91.

    30/03/2015

    Uno storico filmato realizzato dal Centro Cinematografico del Ministero Difesa - Aeronautica. Edizione speciale dedicata all'Ingegnere Giuseppe Gabrielli, che progettò, per conto dell'azienda italiana Fiat Aviazione questo cacciabombardiere-ricognitore, nel 1953.

  • 13:00 SFIDA DI FRECCE (VIDEO CORTO)

    28/01/2014

    Gli aerei sfidano la Ferrari in un faccia a faccia tutto da gustare...

  • 07:28 LA STORIA DELL`AVIAZIONE (RAI TG1, 05/08/13)

    28/01/2014

    Negli anni '20 del secolo scorso nasceva il mito dell'aviazione di cui il maggior interprete fu Italo Balbo, nominato a soli 33 anni da Mussolini Ministro dell'Aeronautica. Era il 1929.

  • 22:48 SFIDA TRA FRECCE

    28/01/2014

    La sfida tra aerei e automobili continua in un testa a testa tutto da gustare. Chi avrà la meglio questa volta?

  • 13:13 UNA SFIDA STORICA DA VIVERE INSIEME: FERRARI VS EUROFIGHTER

    27/01/2014

    Un'avvincente e appassionante duello quello svoltosi sulla base militare di Grosseto l'11/12/2003. Da una parte la Ferrari F2003 GA con il pilota Michael Schumacher e dall'altra l'Eurofighter Typhoon con l'astronauta Maurizio Cheli.

  • 05:59 GEMELLAGGIO CON LA DUCATI (14/10/04)

    27/01/2014

    La storia dell'Aeronautica si è caratterizzata di appassionanti sfide tra bolidi: da un lato gli aerei, dall'altro le auto. Nel 2004 però la sfida si è fatta ancora più accesa grazie al gemellaggio sportivo tra il 9° stormo e la Ducati.

  • 02:44 GLI ISTANTI PRIMA DELL`ABBATTIMENTO NEI CIELI DI KUWAIT CITY

    27/01/2014

    Fu nel corso della missione "Locusta", nella notte tra il 17 e il 18 gennaio 1991, che il Magg.Bellini e il Cap.Cocciolone furono colpiti da una contraerea irachena e catturati come prigionieri di guerra.

  • 36:31 ITALO BALBO: L`AVIAZIONE ITALIANA DURANTE IL PERIODO FASCISTA (DA `IL TEMPO E LA STORIA` RAI£ DEL 27/12/2013)

    30/12/2013

    L'eroe delle trasvolate atlantiche raccontato in questa splendida puntata de "Il tempo e la storia" andata in onda su RAI3.

  • 23:17 SFIDA DI FRECCE (VIDEO LUNGO)

    17/12/2013

    E' il 1981. Gilles Villeneuve con una Ferrari 126 Ck turbo si mette alla prova contro un caccia F-104 dell'Aeronautica Militare. Sulla pista dell’aeroporto militare di Istrana (Treviso), sede del 51° Stormo, la sua Ferrari vince sull'F-104 con un distacco di 1 secondo e 10 decimi su una distanza di 1 Km. Per l'occasione il canadese fece rimuovere tutte le appendici alari dalla sua vettura.

  • 01:47 NUVOLARI TENTA LA VITTORIA NELLA SFIDA CON UN CAPRONI 100

    06/12/2013

    Correva l'anno 1931, 8 dicembre quando al volante di un'Alfa Romeo 8C 2300 si trovava una leggenda dell'automobilismo, Tazio Nuvolari, che sulla pista dell'aeroporto del 'Littorio' a Roma sfidò un biplano Caproni 100, pilotato da Vittorio Suster che tagliò di misura il traguardo con una media di oltre 160 km/h. La rievocazione storica avvenne a dicembre del 2003, a margine della gara tra l'Eurofighter 2000 e la Ferrari, sulla pista dell'aeroporto di Grosseto, sede del 4° Stormo, dove un biplano de Havilland DH.82 Tiger Moth, pilotato dal compianto Comandante Stefano Rusconi, su un percorso di 20 km, vinse nuovamente la sfida contro lo stesso modello di auto storica.

  • 05:25 LA CONSEGNA STORICA DELLA BANDIERA DELL`AERONAUTICA MILITARE

    25/11/2013

    Novant'anni fa, il 4 novembre 1923, la Regia Aeronautica riceveva ufficialmente la bandiera di guerra che veniva consegnata nelle mani del suo primo Comandante, il Generale di Divisione Aerea Pier Ruggero Piccio". Le immagini e il video sono originali dell'epoca e in occasione dei suoi 90 anni l'Aeronautica Militare vuole riproporle al pubblico utilizzando i più moderni mezzi di comunicazione. Un patrimonio storico interamente passato sotto l'occhio della telecamera che è bello riscoprire. Nel video è anche menzionato il raid Roma-Tokio: impresa aerea compiuta nel 1920 da Arturo Ferrarin insieme a Guido Masiero a bordo di due velivoli SVA. Il 14 febbraio i due decollarono da Centocelle e dopo tre mesi e mezzo, percorrendo circa 18000 km, in complessive 112 ore di volo, giunsero a Tokio il 31 maggio.

  • 01:29 90 ANNI DELL` A.M. IN 90 SECONDI

    20/11/2013

    Sono 90 anni che i velivoli dell'Aeronautica Militare solcano i cieli di tutto il mondo. Aeroplani di tutte le specialità, dalle caratteristiche e soluzioni tecnologiche sempre all'avanguardia, pilotati da uomini e donne che hanno portato il loro contributo a tinte forti, a volte tragiche, nell'appassionante trama della storia e del progresso aeronautico, tessuta giorno dopo giorno con grandi imprese ma anche con azioni della quotidianità apparentemente insignificanti. L'Aeronautica Militare è una delle quattro Forze Armate dello Stato. Insieme con Esercito, Marina e Carabinieri costituisce lo strumento di difesa del Paese. Il dispositivo cioè che garantisce quella cornice di sicurezza, in Italia e all'estero, indispensabile al tranquillo svolgimento della vita di tutti i giorni, e il rispetto di quei principi di libertà, democrazia, salvaguardia assoluta della dignità dell'individuo, che sono i fondamentali connotati del nostra identità nazionale. Compito principale dell'Aeronautica Militare è quello di difendere lo spazio aereo italiano da qualunque violazione, prevenendo e neutralizzando gli eventuali pericoli provenienti dal cielo, ma anche di offrire il supporto alle missioni di pace fuori dai confini nazionali, alle missioni umanitarie, nonché di provvedere al soccorso aereo. Il compito è arduo soprattutto in un periodo d'instabilità come quello che stiamo vivendo, in cui la minaccia terroristica ci ha purtroppo abituati a tecniche d'attacco tragicamente originali. Il sistema di difesa aerea si è però adeguato ai tempi, divenendo negli ultimi anni più efficace e flessibile, affinando e calibrando l'organizzazione e sfruttando i vantaggi offerti dalla tecnologia, quell'alta tecnologia, di cui l'Aeronautica Militare non è soltanto un fruitore ma da sempre l'espressione vitale e trainante per il progresso scientifico e industriale del Paese. I compiti, l'organizzazione, il personale e i mezzi dell'Aeronautica Militare di oggi, sono il frutto dell'evoluzione di uno strumento nazionale di difesa che si è adeguato ai tempi, che ha seguito passo passo l'incedere del nostro Paese che dal dopoguerra ad oggi si è conquistato un posto di rilievo nel consesso delle nazioni più sviluppate e progredite del mondo.

  • 09:25 ARTE, TECNOLOGIA E VELOCITÀ: IL FUTURISMO E IL MITO DEL VOLO

    23/10/2013

    Sabato 2 gennaio 2010 su Raitre, all'interno della trasmissione 'Bell'Italia', è andato in onda un servizio curato dal giornalista Marco Hagge sul Museo Storico dell'Aeronautica Militare di Vigna di Valle (Roma) e sul Palazzo Aeronautica di Roma. All'interno della puntata, a corredo delle immagini girate anche in occasione della Mostra a Palazzo A.M. del 2009 'Nei cieli della avanguardie', sono stati intervistati il Colonnello Giorgio Baldacci, allora Capo Ufficio Comunicazione dello Stato Maggiore della Difesa, nonché autore del libro 'Il Palazzo Aeronautica', ed il Tenente Colonnello Massimo Mondini, già Direttore del Museo.

  • 04:29 IL MUSEO STORICO DELL`AERONAUTICA MILITARE A BRACCIANO (RAI1 ROAD ITALY, 13/08/13)

    14/08/2013

    La trasmissione 'Road Italy' di RAI1 ha mandato in onda martedì 13 agosto un servizio sul Museo Storico dell'Aeronautica Militare di Vigna di Valle (Roma), dove i due conduttori hanno illustrato il prezioso patrimonio aeronautico ivi custodito e conservato. Il Museo Storico ha sede nell’Idroscalo di Vigna di Valle, il più antico in Italia, sito sulla sponda sud del lago di Bracciano dove, nel 1904 per volontà del Maggiore del Genio Mario Maurizio Moris, padre riconosciuto dell’aviazione italiana, fu impiantato il primo Cantiere Sperimentale Aeronautico. Qui volò nel 1908 il primo dirigibile militare italiano, l’N.1, opera degli ingegneri Gaetano Arturo Crocco e Ottavio Ricaldoni. Fanno da cornice al Museo, voluto e realizzato dalla Forza Armata per dare degna collocazione al patrimonio aeronautico italiano, le costruzioni e le strutture dell’Idroscalo, oggi unico sito di questo genere in Italia a mantenere intatte le caratteristiche architettoniche tipiche di un insediamento aeronautico sviluppatosi in un arco temporale che va dall’origine fino agli anni ‘60 del secolo scorso. Il Museo Storico dell’Aeronautica Militare, con i suoi 13.000 m2 di superficie espositiva coperta, è uno dei più grandi ed interessanti musei del volo esistenti al mondo. Disposto su quattro grandi padiglioni espositivi, il Museo accoglie al suo interno oltre 60 velivoli ed una cospicua collezione di motori e cimeli aeronautici di vario genere che raccontano, in sequenza cronologica, la storia del volo militare in Italia e quella degli uomini che ne furono protagonisti. Il percorso si snoda attraverso i settori dedicati ai Pionieri, ai Dirigibili, alla Prima Guerra Mondiale (hangar Troster, inizio visita), all’epopea dei Voli Polari del Generale Nobile, alle Grandi Crociere di Massa, alla Coppa Schneider, ai velivoli tra le due guerre (hangar Velo), alla Seconda Guerra Mondiale e i grandi aeroplani (hangar Badoni), per terminare con l’ultimo padiglione illustrante la rinascita post-bellica dell’Aeronautica Militare Italiana, che comprende i velivoli a getto contemporanei (hangar Skema).

  • 07:30 LE IMPRESE AVIATORIE E LE TRASVOLATE ATLANTICHE (RAI1 TG1 STORIA DEL 5 AGOSTO 2013)

    05/08/2013

    La trasmissione TG1 Storia di RAI 1 ha mandato in onda lunedì 5 agosto 2013 un servizio per ricordare le imprese dei piloti dell'aviazione del secolo scorso, evidenziando Italo Balbo quale maggior interprete con le sue storiche trasvolate. Tra queste la prima trasvolata atlantica verso il Brasile del 1930 con 12 idrovolanti Savoia Marchetti S.55A decollati in formazione da Orbetello e la seconda trasvolata del Decennale nel 1933 verso Chicago (USA) con 25 idrovolanti Savoia Marchetti S.55X, decollati sempre da Orbetello. Questa celebre trasvolata atlantica lungo la tratta "Orbetello -- Chicago - New York - Roma" aprì di fatto le rotte aeree tra gli Stati Uniti e l'Europa e confermò le capacità ingegneristiche e di pianificazione dell'Aeronautica, in sintesi una tappa dell'affermazione del "made in Italy" nel mondo. A commentare oggi tali imprese e l'evoluzione tecnologica dell'arma aerea il Comandante del 4° Stormo di Grosseto, colonnello Luca Spuntoni, ed il Comandante della Pattuglia Acrobatica Nazionale 'Frecce Tricolori', maggiore Jan Slangen.

  • 04:38 IL MUSEO STORICO DELL`AERONAUTICA MILITARE

    31/05/2013

    A maggio 2011 la trasmissione Ulisse di Rai3, condotta dal giornalista Alberto Angela, ha messo in onda un servizio sul Museo Storico dell’Aeronautica Militare. Il Museo, inaugurato il 24 maggio del 1977 dal Presidente della Repubblica Giovanni Leone, ha sede nell’Idroscalo di Vigna di Valle (Roma), il più antico in Italia, sito sulla sponda sud del lago di Bracciano (Roma). Con i suoi 13.000 mq di superficie espositiva coperta, è uno dei più grandi ed interessanti musei del volo esistenti al mondo. Il Museo ha il compito di raccogliere, restaurare, conservare, esporre e valorizzare il materiale aeronautico di interesse storico e documentario, ed è inoltre un centro propulsore di storia e di cultura aeronautica. Annesso al Museo, il Centro di Documentazione "Umberto Nobile", che conserva cimeli delle spedizioni polari, la biblioteca personale e gli archivi del Gen. Umberto Nobile. Fra le varie attività del Museo Storico, una delle più importanti è quella del recupero e del restauro dei velivoli storici (ultimo in ordine temporale quello dell'IMAM Ro.43). Per ulteriori informazioni, visita il sito del Museo: www.aeronautica.difesa.it/museovdv

  • 29:35 F-104, STORIA DI UN MITO

    30/05/2013

    Il 30 maggio del 2004, con una grande manifestazione aerea svoltasi presso l'aeroporto militare di Pratica di Mare, vicino Roma, l'Aeronautica Militare dava l'addio al glorioso F-104 Starfighter dopo oltre quaranta anni di onorato servizio. In tale occasione il Centro Produzione Audiovisivi del 5° Reparto dello Stato Maggiore Aeronautica realizzò un video documentario dedicato allo Starfighter, "Storia di un Mito", sintesi dell'attività svolta nelle numerose linee volo dell'Aeronautica Militare.

  • 18:02 THE AIR FORCE PALACE (ENGLISH VERSION)

    29/05/2013

    In 1929, on an area near the Policlinico (the hospital in Rome), originally designed for the University Campus, it was built the Ministry of the Italian Air Force, planned by the architect Roberto Marino, with large and steady lines, worthy construction of the modern Rome. The interior is conceived with new criteria: huge halls (in lieu of the old cellular system) where the tables of the official are aligned; the partitions which divide the halls from the corridors are made for the most part in transparent window; the huge building occupies an area of 26,246 square feet.

  • 17:52 IL PALAZZO DELL`AERONAUTICA MILITARE E LA SUA STORIA

    23/05/2013

    Nel 1929, su di un'area prossima al Policlinico, originariamente destinata alla Città Universitaria, fu iniziato il Ministero dell'Aeronautica dell'arch. Roberto Marino, di linee larghe e sicure, degna costruzione della Roma moderna. Fu poi aperto ufficialmente il 28 ottobre 1931. L'interno è concepito con criteri nuovi: grandi sale (in luogo del vecchio sistema cellulare) nelle quali si allineano i tavoli dei funzionari; i tramezzi che dividono le sale dai corridoi sono in gran parte di vetro trasparente; l'edificio vastissimo copre una superficie di circa 8.000 metri quadri.

  • 01:06 LA `TENDA ROSSA` DI NOBILE

    17/05/2013

    Dopo la spedizione polare del 1926 con il dirigibile "Norge", il generale Umberto Nobile, convinto dell'importanza di continuare l'esplorazione delle zone artiche, prese in considerazione l'idea di una seconda missione polare a patto che fosse finanziata con fondi privati. Il Governo italiano concesse l'uso del dirigibile "N.4", gemello del "Norge", che venne battezzato "Italia". La spedizione prese le mosse sotto gli auspici della Reale Società Geografica Italiana e venne finanziata dal Comitato Milanese. All'"Italia", rispetto al "Norge", vennero apportate alcune migliorie e fu anche attrezzato per un atterraggio sul pack, in modo da poter condurre esperimenti e ricerche scientifiche sui ghiacci. Il 19 marzo 1928 Nobile partì da Ciampino alla volta di Milano. A bordo del dirigibile, tra equipaggio e collaboratori di Nobile, c'erano in totale 17 persone alcune delle quali avevano preso parte al volo transpolare del 1926. Partito da Milano il 15 aprile, il dirigibile "Italia" fece tappa dapprima a Stolp (Germania), vicino al Mar Baltico, prima di raggiungere la Baia del Re (Isole Svalbard) alle 12.45 del 6 maggio. Da lì, l'"Italia" effettuò tre voli di esplorazione sulla Calotta Artica. Il terzo volo, l'ultimo, ebbe inizio nel pomeriggio del 23 maggio. Dopo aver raggiunto il Polo Nord, durante il viaggio di ritorno verso la Baia del Re, l'"Italia" urtò il pack, a poco più di duecento miglia dalla terra di Nord-Est. La cabina di pilotaggio venne strappata dall'involucro del dirigibile e nove membri dell'equipaggio assieme a Nobile vennero scagliati violentemente sui ghiacci. Gli uomini caduti sul pack, feriti e storditi, videro l'involucro del dirigibile, alleggerito dal peso della cabina, rialzarsi in volo e sparire in cielo con il resto dell'equipaggio di cui, poi, non si ebbe più traccia. Nobile aveva un braccio e una gamba fratturati, ma nonostante questo guidò gli altri naufraghi ad organizzarsi per la sopravvivenza. Per prima cosa fu montata la tenda, la "Tenda Rossa", che fu il loro ricovero per ben 48 giorni. Alle ricerche dei superstiti partecipò anche Amundsen che però sparì tragicamente con il suo velivolo nel mar di Barents, in prossimità dell'Isola degli Orsi. Il 22 giugno Maddalena e Penzo riforniscono i naufraghi di viveri e materiali lanciati dai loro aeroplani. Il 24 giugno Nobile venne portato via in volo, dal pilota svedese Lundborg, alla Base Aerea Svedese nella Baia di Virgo e da lì alla Baia del Re. Il 12 luglio tutti i naufraghi della "Tenda Rossa" furono tratti in salvo dal rompighiaccio "Krasin" mettendo fine a quella terribile disavventura.

  • 00:31 ISTRES-DAMASCO-PARIGI

    17/05/2013

    Ore 16.05 di sabato 21 agosto del 1937, sulla pista dell'aeroporto parigino Le Bourget atterra un S.79C della 205^ Squadriglia 'Sorci Verdi' (l'emblema della squadriglia aveva tre topolini verdi ritti sugli arti posteriori) che sancisce il compimento di un'altra impresa da parte degli aviatori della Regia Aeronautica: la vittoria della gara di velocità sul percorso Istres-Damasco-Parigi. Nell'autunno del 1936, l'Aero Club di Francia, allo scopo di commemorare il 10° anniversario della trasvolata atlantica di Charles Lindbergh, aveva programmato una gara aerea di velocità da effettuarsi sul tragitto Parigi-New York. Gli Stati Uniti, però, non avevano accordato la propria disponibilità per la partecipazione e realizzazione della corsa e pertanto l'Aero Club francese era stato costretto a sostituirla con un'altra sul percorso Istres--Damasco--Parigi di 6.200 km.. Il 20 agosto del 1937, giorno della partenza della gara, erano presenti a Istres solamente 13 dei 17 velivoli iscritti: uno britannico, il de Havilland 88 'Comet' che aveva già al suo attivo la vittoria della Londra--Melbourne, quattro francesi, il quadrimotore Bloch 160, il Breguet 470 T che sostituiva il più veloce Amiot 370, il Caudron 640 e il Farman F-2231, e otto italiani, sei SIAI S.79C (C=corsa) e due FIAT BR.20. La preparazione degli aerei e degli equipaggi era stata affidata dai vertici della Regia Aeronautica al col. Attilio Biseo, comandante del 12° Stormo Bombardamento Terrestre di Guidonia (Roma), ed era stato costituito il NAVAR (Nucleo Allenamento Voli Atlantici Rapidi), successivamente denominato NANA (Nucleo Allenamento Nastro Azzurro). Gli S.79 erano equipaggiati con motori Alfa Romeo 126 RC-34 da 750 CV, costruiti su licenza della Bristol. Tali motori furono sottoposti a speciali e severi controlli oltre che a cicli ininterrotti di funzionamento, allo scopo di determinare i limiti di sicurezza e di affidabilità nel tempo, per poterli poi impiegare sfruttandone la massima potenza accoppiata al minimo consumo specifico su tutto il percorso. I bimotori da bombardamento FIAT BR.20 erano, invece, dotati di motori FIAT A-80. Il regolamento della competizione offriva la possibilità di effettuare scali tecnici, all'infuori del primo tratto Istres--Damasco di 2.900 km, e pertanto era possibile pianificare la condotta della navigazione in due modi: • Compiere tutto il percorso senza scalo e coprire la notevole distanza di 6.200 km a una velocità media di circa 320 km/h. • Effettuare uno scalo tecnico a Damasco che avrebbe permesso di effettuare i due tratti, Istres-Damasco di 2.900 km e Damasco-Parigi di 3.300 km, alla massima potenza alla quota di classificazione effettiva dei motori (circa 4.000 m) ottenendo una velocità media di 400 km/h per l'S.79 e di 388 km/h per il BR.20. La sosta di circa 1 ora a Damasco per le operazioni di rifornimento, atterraggio e decollo sarebbe stata recuperata agevolmente e non avrebbe quindi inciso sulla vittoria finale. Si optò per la seconda soluzione e lo scalo di Damasco fu attrezzato e organizzato con 4 gruppi tecnici, appositamente addestrati per rifornimenti e controlli molto rapidi. Le partenze avvennero il 20 agosto del 1937: prima i francesi, poi i britannici e infine, nella notte, gli equipaggi italiani. Anche se partiti per ultimi, gli aerei italiani giunsero per primi a Damasco con una velocità media superiore ai 400 Km/h, contro i 336 km/h dei francesi e i 335 km/h dei britannici. Anche per il tratto Damasco-Parigi si sarebbero dovuti adottare i parametri indicati nelle tabelle di marcia, ma le condizioni atmosferiche avverse incontrate lungo il tragitto, costrinsero gli equipaggi ad atterraggi forzati, come avvenne anche per i due BR.20, o a cambi di percorso. Il pomeriggio di sabato 21 agosto, la folla accorsa per assistere al termine della gara vide apparire all'orizzonte la sagoma rossa di un trimotore che si avvicinava veloce alla pista dell'aeroporto di Parigi Le Bourget. Era quella dell'S.79 del ten. col. Samuele Cupini e del cap. Amedeo Paradisi che alle ore 16.05 toccava terra vincendo il raid. La stessa scena si ripeteva quindici minuti dopo con l'S.79 del magg. Umberto Fiori e del cap. Giovanni Lucchini. L'entuasiasmo della gente si riaccendeva alle 16.38 quando atterrava un altro S.79, quello del col. Attilio Biseo e del ten. Bruno Mussolini. Per gli equipaggi italiani della 205^ Squadriglia, che avevano vinto la gara con una media di 352 km/h in 17 ore e 32 minuti, e per l'aviazione italiana era l'ennesimo trionfo.

  • 15:40 MARIO DE BERNARDI

    17/05/2013

    Aveva poco più di vent'anni quando nel 1914, il giovane De Bernardi si brevettò presso il Campo Scuola Volo di Aviano (Udine), dimostrando fin da subito una capacità non comune, unita ad una passione sconfinata per il volo. Nell'aprile 1915, durante il primo conflitto mondiale divenne allievo della Scuola Militare di Modena; a gennaio del 1916, Sottotenente effettivo nell'Arma del Genio, fu destinato al Battaglione Aviatori; il 20 marzo dello stesso anno conseguì il brevetto militare su apparecchio da caccia Nieuport ed assegnato alla 75^ Squadriglia dove fu insignito della Medaglia di Bronzo al Valor Militare per avere attaccato e colpito un apparecchio nemico, costringendolo all'atterraggio in territorio italiano. Successivamente fu scelto come pilota collaudatore degli aeroplani Pomilio. Così nel maggio 1917 effettuò il primo collegamento postale fra Torino e Roma con un volo di 3 ore e 15 minuti alla media, allora da primato, di 170 Km. all'ora. Nel gennaio 1918 tornò al fronte, nella Squadriglia 'degli Assi' la celebre 91^ comandata dal Magg. Francesco Baracca, e vi rimase fino alla fine della guerra. Fu compagno di volo di tanti aviatori famosi: Ruffo di Calabria, Ranza, Novelli, Bacula, Magistrelli, Osnago, Keller, Costantini, Parvis, Nardini, Aliperta: dove De Bernardi ebbe modo di abbattere quattro Caccia nemici in combattimenti aerei guadagnandosi la medaglia di argento al valor militare. Il 5 maggio 1925, su Fiat CRA, De Bernardi conquista per l'Italia il primato mondiale di velocità su 500 chilometri con 250 Kg. di carico, alla media di 254,123 Km/h; il primato era detenuto dalla Francia (Dorét su Dewoitine) con 222 chilometri. A novembre dello stesso anno partecipa con un Macchi 20 ad una gara internazionale per aeroplani da turismo disputata da undici concorrenti che rappresentano cinque nazioni, ottenendo un successo strepitoso, dovuto in gran parte alla sua abilità di pilota acrobatico. In un periodo intenso di gare e di transvolate di notevole risonanza mondiale, come il celebre volo di 55.000 chilometri di Francesco de Pinedo, De Bernardi, insieme a Ferrarin, Bacula e Centurione fu inviato a Varese per allenarsi sui nuovi idrocorsa costruiti dalla Macchi, gli M.39 con motori Fiat AS2 da 800 c.v. in vista della 'Coppa Schneider' da disputarsi negli Stati Uniti, a Norfolk, nel 1926. La 'Coppa Schneider' era una gara di velocità per idrovolanti su circuito chiuso ripetuto fino a 150 miglia marine. La coppa sarebbe stata definitivamente aggiudicata alla nazione che avesse vinto la corsa per tre volte consecutive. Il 14 novembre 1926 la vittoria italiana fu strepitosa: per la superiorità delle macchine, ideate dall'Ing. Castoldi, per l'efficienza dei motori, realizzati dall'Ing. Ferretti della Fiat, ma soprattutto per la bravura di Mario De Bernardi. Il successo divenne poi di fama mondiale, perché De Bernardi, sullo stesso circuito compiuto per ben quattro volte e con lo stesso velivolo, conquistò il primato assoluto di velocità alla media di 418 Km/h. Ma se la 'Coppa Schneider' si era conclusa, così non fu per l'attività multiforme di De Bernardi. Il volo era, per, così dire, un suo stato naturale, l'acrobazia una necessità. Il 3 novembre 1929 vince a Milano la coppa internazionale per gara di acrobazia. L'8 aprile 1959 sull'aeroporto di Roma Urbe, durante un volo dimostrativo, viene colpito da un infarto. Riuscirà, nonostante il grave malore, ad atterrare senza riportare il minimo danno al velivolo. Mario de Bernardi muore così a sessantasei anni, praticamente in volo, come forse lui stesso avrebbe voluto se avesse potuto scegliere. L'aeroporto militare di Pratica di Mare (Roma) è intitolato a Mario De Bernardi.

  • 17:12 LA CROCIERA ATLANTICA DEL DECENNALE

    17/05/2013

    Il successo della prima Crociera Transatlantica e il conseguente prestigio raggiunto dalla Regia Aeronautica, spinsero il Generale di Squadra Aerea Italo Balbo a organizzare una nuova impresa che avrebbe portato le ali italiane nel Nord America a dieci anni dalla fondazione della nuova Forza Armata. La preparazione tecnica, l'organizzazione logistica e l'addestramento necessitarono di due anni di duro lavoro. A pianificazione completata, il percorso complessivo fu calcolato in ventimila chilometri, suddivisi in dodici tappe, sei all'andata con arrivo a Chicago e sei al ritorno, via New York, con due traversate atlantiche di 2.400 km ciascuna. La Squadra Atlantica fu suddivisa in due Stormi, ciascuno formato da quattro squadriglie (nera, verde, bianca e rossa), con cerchi o stelle per l'identificazione, composte ognuna da tre SIAI S.55X, ultima versione dell'idrovolante S.55 modificato e potenziato dall'ing. Marchetti «come un atleta olimpionico» per le esigenze della trasvolata. Ad aprile incominciarono a giungere ad Orbetello i primi apparecchi atlantici, trasportati da Sesto Calende (Varese) in volo dagli stessi ufficiali che li avrebbero poi condotti di là dall’Atlantico. Entro la seconda metà di maggio tutti gli aeroplani erano ad Orbetello. La formazione era composta da centocinque tra piloti e specialisti e ventiquattro aeromobili, più uno di riserva, ognuno dei quali aveva come nominativo radio le prime quattro lettere del cognome di ogni capo equipaggio. La mattina del 1° luglio, da Orbetello, partirono gli S.55X con destinazione Amsterdam, prima tappa del volo. Il 15 luglio, dopo aver sorvolato i grattacieli di Chicago, la Squadra ammarò sul lago Michigan, accolta dalla popolazione festante. Dopo tre giorni di sosta la formazione si trasferì a New York dove gli aviatori italiani furono ricevuti in maniera trionfale dalla popolazione locale. Il 20 luglio Balbo, insieme a un ristretto numero di ufficiali, incontrò il Presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt. Il 25 luglio iniziò il viaggio di ritorno che terminò con l'ammaraggio degli idrovolanti all'idroscalo di Ostia il 12 agosto. Si concluse così l'epopea delle grandi Crociere che dimostrarono quanto gli elementi necessari per il successo di tali imprese fossero la minuziosa preparazione tecnica e l'addestramento degli equipaggi, la scrupolosa pianificazione della navigazione aerea e l'accurata organizzazione logistica.

  • 09:19 MARIO CALDERARA E IL PRIMO IDROVOLANTE ITALIANO

    17/05/2013

    Figlio di un Ufficiale di carriera dell'esercito, Marco, e di Eleonora Tantini, Mario Calderara nasce a Verona il 10 ottobre 1879. Ammesso all'Accademia Navale di Livorno nel 1898, era conosciuto dai suoi compagni di corso per la sua mania per il volo umano, un fenomeno che in quegli anni era totalmente sconosciuto, a parte qualche tentativo realizzato dal tedesco Otto Lilienthal (che morì in un incidente di volo nel 1896) e da Clement Ader in Francia. Nel 1903, dopo aver effettuato con successo alcuni esperimenti con degli alianti primitivi, rimase così entusiasta dalla notizia del volo dei fratelli Wright che si decise a scrivere loro numerose lettere per ottenere preziosi dettagli tecnici dell'impresa, corrispondenza che Wilbur e Orville accettarono di buon grado e che continuò assiduamente anche negli anni successivi formando la base di una solida amicizia che durò per tutta la vita. Giunto a Roma nell'aprile del 1909, Wright impartì a Calderara diverse lezioni di volo sull'aeroporto di Centocelle e successivamente anche al tenente del genio Umberto Savoja. Il primo maggio, prima di ritornare negli Stati Uniti dichiarò che Calderara era in grado ormai di volare da solo tanto che lo stesso fece molti voli prolungati da solista senza alcun problema fino all'incidente del 6 maggio che provocò la distruzione del Flyer ed una commozione celebrale per il povero Calderara. Dopo essere stato curato in ospedale riuscì a riparare l'aeroplano con l'assistenza di Savoja, che era un bravissimo ingegnere, e dopo un mese e mezzo (Luglio 1909) riprese i suoi voli a Centocelle. Il Vate D'annunzio da sempre interessato al volo umano era venuto a Brescia con la speranza di compiere un volo come passeggero. Glenn Curtiss lo portò in volo solo per pochi secondi a causa di problemi tecnici. Chiese quindi a Calderara, che conosceva dai tempi di Centocelle, di portarlo in volo. Quest'ultimo accettò e fece compiere a D'annunzio un lungo volo (oltre dieci minuti) intorno all'aeroporto. Il poeta, entusiasta, lodò enfaticamente la perizia di Calderara. In quel periodo d'Annunzio stava scrivendo un romanzo sul volo umano, che rinnovava il mito di Dedalo e Icaro. Egli diede all'eroe del suo libro, Paolo Tarsis, un temperamento simile a quello di Mario Calderara, visto come un pilota dal carattere forte e con dei riflessi rapidi.

  • 16:13 ARTURO FERRARIN

    17/05/2013

    Arturo Ferrarin nasce il 13 febbraio 1895 a Thiene, in provincia di Vicenza. Completati gli studi tecnici presso l'istituto "Fusinieri" di Vicenza, nel 1915, allo scoppio della 1^ Guerra Mondiale Ferrarin viene chiamato alle armi ed assegnato al Battaglione Aviatori quale mitragliere di bordo, ma il desiderio di pilotare in prima persona un aereo è talmente forte che chiede ed ottiene il permesso di trasferirsi presso la scuola di pilotaggio di Cameri, vicino a Novara, dove nel 1916 consegue il brevetto di volo e la promozione a sottotenente di complemento. Nel 1917, ottenuta la qualifica di pilota istruttore svolge in un solo anno ben 11.700 voli presso i campi scuola di Cascina Costa e Cascina Mal Pensa (Milano) e presso la scuola di volo acrobatico di Furbara (Roma). Nel 1919, mentre si trovava a Parigi fu raggiunto dalla notizia che il vate Gabriele D'annunzio aveva intenzione di effettuare un volo a tappe da compiersi con più velivoli da Roma a Tokio. D'Annunzio sarebbe stato a capo di una formazione di cinque cacciabombardieri ricognitori SVA-9 e da quattro bombardieri Caproni pilotati da valorosi aviatori della Grande Guerra tra cui i tenenti Ancillotto e Locatelli. Inizialmente escluso dall'impresa, Ferrarin chiese e ottenne dalla Direzione Aeronautica di parteciparvi insieme al suo inseparabile amico, il tenente Guido Masiero con altri due velivoli con funzioni di staffette, in modo da precedere la formazione per dare informazioni sul percorso, controllare le località di atterraggio, predisporre i rifornimenti e mantenere i contatti con le autorità locali in caso di necessità. I due aviatori decollarono il 14 febbraio 1920 dall'aeroporto di Roma Centocelle alla volta del Giappone con diversi problemi tecnici e organizzativi. Intanto, durante i primi giorni del raid, tutti i nove velivoli partecipanti furono costretti al ritiro, alcuni a causa di incidenti, altri per problemi meccanici. Così, ironia della sorte, gli unici a proseguire il volo furono Ferrarin e Masiero i quali riuscirono incredibilmente a compiere l'impresa raggiungendo Tokio il 31 maggio 1920, dopo aver percorso oltre 18.000 km, 'toccando' territori selvaggi e inospitali, che per la prima volta videro il passaggio di un aeroplano. Il 3 luglio 1928 Ferrarin ed il maggiore Carlo Del Prete sempre su S.64 decollano da Guidonia Montecelio (Roma) con destinazione Bahia in Brasile, distante 8.200 km. Il 5 luglio il velivolo, giunto al termine dell'autonomia, compie un atterraggio di fortuna sulla spiaggia di Touros vicino Porto Natal, conquistando così il record del mondo di volo in linea retta con il riconoscimento del compimento di 7.188 km (circa 8.000 effettivi).

  • 24:24 LA STORIA DI UMBERTO NOBILE

    17/05/2013

    Umberto Nobile nasce a Lauro, piccolo paese in provincia di Avellino, il 21 gennaio 1885. Laureatosi a pieni voti come ingegnere meccanico a Napoli nel 1908, entra a ventisei anni nel Battaglione Specialisti del Genio di Roma. Con l'entrata in guerra del Paese nel 1915, Nobile è assunto nello Stabilimento militare di Costruzioni Aeronautiche (SCA) di Roma, dove dimostra le sue eccezionali capacità di progettista prendendo parte alla costruzione del dirigibile 'O' (1916), un modello destinato all'esplorazione marina. In un periodo ancora pioneristico, durante il quale l'aeronautica non ha pienamente superato lo stadio sperimentale (del resto il primo volo dei fratelli Wright risale al 1903), Nobile concentra i propri sforzi sulla tecnologia del dirigibile. Nel 1921 il suo dirigibile 'Roma', eccezionale per dimensioni e velocità, viene venduto agli Stati Uniti e dai governi di tutto il mondo arrivano le commesse d'acquisto la serie 'N', presentata per la prima volta nel 1922. La grande occasione per Nobile arriva nel 1925, quando viene contattato dall'esploratore norvegese Roald Amundsen, celebre per aver superato il Passaggio a Nordovest nel 1906 e per aver raggiunto il Polo Sud nel 1911. La spedizione, organizzata dai norvegesi e finanziata dall'americano Lincoln Ellsworth, è completamente affidata per quanto riguarda la parte tecnica ad Umberto Nobile che, ottenuta il benestare del Governo Italiano, si occupa anche della preparazione dell'equipaggio. Il 10 aprile 1926, il dirigibile 'Norge' decolla dall'aeroporto romano di Ciampino, per arrivare dopo diverse tappe alla base artica della Baia del Re, sulle isole norvegesi Svalbard, il 7 maggio. Attraversando inesplorate distese di ghiaccio, l'aeronave raggiunge il Polo Nord alle ore 1.30 del 12 maggio 1926 e, annunciato via radio il successo a tutto il mondo, prosegue poi lungo la propria rotta verso l'Alaska. Il 15 aprile 1928, la seconda spedizione di Nobile parte da Milano per raggiungere la Baia del Re il 6 maggio, e dirigersi quindi verso il Polo. Dopo due voli esplorativi, estremamente importanti per il loro valore scientifico (poiché accertano l'assenza di terre emerse nella regione artica, verificano la sterilità e la bassa ionizzazione dell'aria, rilevano profondità marine e le derive dei ghiacci), il dirigibile 'Italia' raggiunge il Polo alle ore 1.20 del 24 maggio. Il giorno dopo però una violenta perturbazione travolge il dirigibile durante il volo di rientro: così alle ore 10.30 del 25 maggio, l'aeronave 'Italia' precipita al suolo scaraventando sul ghiaccio dieci uomini, per riprendere poi quota in balia della tempesta trascinando via il resto dell'equipaggio. I superstiti, per oltre un mese, affronteranno le avverse condizioni climatiche riparati da un accampamento di fortuna che prenderà il nome di 'tenda rossa'. I segnali di soccorso lanciati per cinque giorni non vengono captati dalla nave di supporto Città di Milano, solamente il 2 giugno, dopo la partenza di tre superstiti (Mariano, Zappi, Malmgren) alla disperata ricerca della terraferma, un radioamatore russo riceve il messaggio di SOS e lo diffonde alle autorità. Si attiva così una spedizione internazionale di soccorso, il primo esempio in assoluto nell'ambiente polare. Parte dei reperti di queste trasvolate sono oggi custoditi presso il Centro Documentazione "U. Nobile" annesso al Museo Storico dell'Aeronautica Militare di Vigna di Valle (Roma).

  • 07:20 MARIO PEZZI

    01/05/2013

    Mario Pezzi nasce a Fossano in provincia di Cuneo, il 9 novembre 1898 da una famiglia di consolidate tradizioni militari: il padre Luigi era Generale d'Artiglieria, fratelli Pio ed Enrico Ufficiali rispettivamente di Fanteria e della Regia Aeronautica. Quest'ultimo era Generale di Brigata Aerea decorato con la Medaglia d'Oro al Valor Militare caduto valorosamente nei cieli di Russia. Nell'ottobre del 1917, durante il primo Conflitto Mondiale, viene assegnato al 60° Reggimento Fanteria "Calabria" e inviato al fronte con il grado di Sottotenente. L'anno successivo frequenta positivamente il Corso 'Ufficiali Osservatori dall'Aeroplano' che gli permette di entrare nella 134^ Squadriglia del IX Gruppo Caccia con base a Villaverla in provincia di Vicenza. Collocato in congedo nel 1920, rientra in servizio permanente effettivo nel 1921. Nel 1923 presta servizio presso il 1° Stormo Aeroplani da Ricognizione di Roma. Entrato nei ruoli della Regia Aeronautica dall'ottobre del 1923, consegue il brevetto di pilota di aeroplano nel gennaio 1926. Dopo aver svolto un breve incarico presso il 1° Stormo Scuole Militari d'Aviazione, nel 1927 presta servizio all'Ufficio di Stato Maggiore, nel 1930 al Gruppo Autonomo della 3^ Z.A.T. (Zona Aerea Territoriale) di Roma, nel 1931 al 20° Stormo Osservazione Aerea di Centocelle (Roma) e nel 1932 al Gabinetto del Ministro. Dopo aver comandato il Reparto Alta Quota di Guidonia (Roma), il 1937 è l'anno della svolta nella carriera professionale del Maggiore Pezzi. Assegnato al 1° Centro Sperimentale, il 7 maggio del 1937 conquista il primato di altezza raggiungendo la quota di m 15.655 a bordo di un Ca.161. Per tale occasione Pezzi indossa una speciale tuta scafandro, pressurizzata e riscaldata elettricamente e un casco a tenuta stagna, simile a quello degli odierni astronauti. Il record però viene immediatamente superato dall'inglese Adams costringendo il Tenente Colonnello Pezzi a ritentare l'impresa il 22 ottobre 1938 con lo stesso Caproni Ca.161 modificato in "speciale Ca.161 bis", dotato un motore Piaggio a doppio compressore e di una cabina stagna, antesignana delle moderne cabine pressurizzate, arrivando a quota 17.083 metri: un primato eccezionale ancora oggi imbattuto per velivoli con motore a pistoni. Per aver compiuto questa storica impresa, Pezzi venne decorato con la Medaglia d'Oro al Valore Aeronautico e promosso al grado di Colonnello. Trasferito al Comando Aeronautica dell'Africa Orientale, nel 1941 viene nominato Capo di Stato Maggiore. Nel dicembre 1943 assume il comando dell'Unità Aerea operante fino al febbraio 1945. Nel settembre 1948 assume l'incarico di Direttore Generale del Personale Militare dell'Aeronautica, Capo di Gabinetto del Ministro della Difesa nel 1950 ed infine, nel 1955 viene nominato Segretario Generale dell'Aeronautica ultimo incarico fino al collocamento in congedo.

  • 07:05 IL RECORD DI FRANCESCO AGELLO

    01/05/2013

    Il Maresciallo Francesco Agello, nato a Casalpusterlengo il 27 dicembre del 1902, era un uomo pieno di vita; in gioventù si era dedicato alla pratica di molti sport tra cui la ginnastica, il nuoto, la bicicletta, il calcio. Ma fu la motocicletta, sua grande passione giovanile a infondergli l'amore per la velocità. Nel 1924 conseguì l'ambitissimo brevetto di pilota e quattro anni dopo fece domanda per entrare nella neo costituita Scuola Alta Velocità di Desenzano. La creazione di una scuola per l'addestramento al volo ad alta velocità fu ritenuta necessaria dopo l'edizione della 'Coppa Schneider' disputata a Venezia nel 1927 dove i piloti italiani Arturo Ferrarin e Mario De Bernardi dovettero ritirarsi a causa di improvvisi guasti meccanici. Il Comando della Scuola fu affidato al Colonnello pilota Mario Bernasconi. Così il 15 maggio 1928 Francesco Agello fece il suo ingresso all'idroscalo di Desenzano, forse attirato dalla dura, inesorabile selezione attraverso la quale dovevano passare tanti piloti prima di giungere, privilegio di pochi, ad appuntare l'ambitissima V rossa sopra l'aquila d'oro, il segno distintivo dell'allora purissima 'aristocrazia' del volo. L'addestramento molto duro e impegnativo consisteva nel percorrere per sette volte un circuito di 50 km a forma di triangolo acutangolo, con due virate di quasi 180°. "L'attività della Scuola - scriveva il Colonnello Bernasconi - unita al progresso dell'idrovolante e del motore, che sono totalmente italiani in ogni loro particolare, ha permesso di ottenere tali risultati. Gli uomini, forgiati nei diuturni faticosi e pericolosi voli, si sono abilitati a portare apparecchi di così elevata velocità il cui peso, di tre tonnellate, è distribuito su pochi metri quadrati d'ala caricati, ciascuno, con più di 200 chilogrammi. Essi effettuano partenze dall'acqua a velocità di flottaggio di 250 km/ora per ritoccarla anche a più di 300 km orari, compiono virate sviluppanti enormi forze centrifughe, dominano motori di circa 3.000 C.V. di potenza". Alle ore 14,56 del 23 ottobre 1934 Agello conquistava il primato di velocità. Il volo non durò più di 15 minuti, il tempo necessario per compiere i quattro passaggi sulla base. All'idroscalo di Desenzano sul Garda, sede della Scuola di Alta Velocità, il maresciallo Agello su apparecchio Macchi Castoldi M.72, motore Fiat AS 6 batteva il suo precedente primato mondiale di velocità su base, effettuando i quattro passaggi regolamentari alla media di 709,209 km orari. Il primato precedente, stabilito il 10 aprile 1933, era di 682,078 km orari. I documenti relativi alla prova venivano inviati dall'Aero Club d'Italia, alla Federazione Aeronautica Internazionale per l'omologazione. Per questa storica impresa il Maresciallo Agello venne decorato con la Medaglia d'Oro al Valore Aeronautico con la seguente motivazione: 'Pilota d'Alta Velocità di eccezionale valore ed ardire, dopo aver concorso con difficili e pericolosi voli sperimentali alla messa a punto del più veloce idrovolante del mondo, conquistava per due volte il record mondiale di velocità assoluta'. Il Maresciallo Agello per meriti aeronautici fu promosso Ufficiale con il grado di Sottotenente. Il Cap. Francesco Agello perse la vita in un incidente di volo presso l'aeroporto di Bresso in provincia di Milano il 24 novembre 1942.

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